Salento……

cancro al seno lotta e ripresa: non si molla mai! a gennaio ho avuto la seconda recidiva linfonodale e ho avuto un intervento, ad agosto sono ancora qua, in vacanza in Puglia. Ho capito ancora di più quanto la vita sia un dono prezioso
Serena, Puglia estate 2016

L’estate in Puglia. Il Salento. Agosto. L’azzurro del cielo sgombro di nuvole ma non per questo meno monotono. Le case bianche senza tetto, squadrate e allineate contrastano col colore del cielo costringendoti a guardare in alto per notare che, là, il cielo accompagna piacevolmente le giornate e le rallegra. Nessuna tristezza o malinconia, nessun senso di vuoto e precarietà che infonde la nebbia padana nonostante l’ innegabile ricchezza delle case e delle macchine venete….
Il Salento e il suo mare. Mare di tutti i tipi: mare cristallino, caraibico associato a spiaggia di sabbia, piccola e stretta, quasi monotona ma rallegrata da un mare che accarezza la pelle. La sabbia è grossa e si appiccica alla pelle. Non vuole andare via quasi a ricordarti che vorresti restare là per sempre, sospesa nel momento, nell’attimo che vorresti fosse infinito.
Il mare e gli scogli.  La scogliera accompagna la strada…..fai km e km accompagnato dalla compagnia di scogli e mare. Mare che regala sfumature sempre diverse e sempre alternate…azzurro, verde, blu…mischiati insieme in modo sempre diverso ma sempre cristallino. Scogli impervi e scogli più dolci. In mezzo un signore con la pelle abbronzata e rugosa per il sole e il vento ma anche per l’età.  Gli occhi vispi, azzurri, occhi vivi e puri…occhi che parlano. Corpo atletico e scattante, veloce. Aria cordiale e sguardo osservatore. Non gli sfugge nulla. Orgoglioso dice di aver sfidato il demanio di notte e di avere costruito, con degli amici, una passerella che agevoli l’entrata in mare fatta di pietre e di cemento. Non deturpa il territorio, anzi, lo esalta però è contro lo stato, contro la legge, contro il demanio, come dice lui.
L’acqua è brillante,  fresca, risveglia i sensi. Poca vegetazione, i sassi riflettono l’acqua o viceversa. Il fondale è piacevole alla vista ma sfida i tuoi piedi che, se non sono protetti, si feriscono e si rifiutano di reggerti in piedi.
Un vociare accompagna le tue orecchie, è arrivata ancora gente, la sua numerosa famiglia composta anche dai suoi amici di una vita. Intanto il mio sguardo è verso l’orizzonte e i pensieri sono come cani finalmente sciolti e liberi di correre via .
I miei piedi sfiorano l’acqua. Lui si butta, si immerge e mi fa sentire stupida perché impaurita dal mare,  bloccata dall’indecisione di buttarmi in acqua. È già lontano e nuota mostrando abilità e agilità.  Sicuramente avrà imparato a nuotare da solo, da bambino. È felice. Lo è nella sua visibile umiltà e forse povertà.  Racchiude l’anima del Salento, delle danze, del mare, dei cibi e del vento che cambia repentinamente passando da brezza leggera che accarezza e pseudo-Bora Triestina (questa è la mia associazione mentale).

Questa immagine mi è rimasta impressa, sono passate settimane, le vacanze sono finite, la vita di sempre è ricominciata, il tempo scorre incessante ma io, ogni tanto, evado dalla realtà e penso a quel signore e al suo modo di nuotare, ai suoi occhi. Ho pensato che vorrei avere lo stesso amore per la vita e vorrei anche, trasmetterlo, come fa lui, ignaro del grande regalo che mi ha fatto.

Non so se riuscirò mai a raggiungere quella serenità mista a senso di libertà ma avrò sempre il suo ricordo a cui aggrapparmi.

Sarà questa l’immagine che rievocherò durante gli esami in ospedale.

Finalmente ho trovato anche io la mia immagine serena, finalmente mi sento più forte perché la verità è che io non sono una donna con le palle che affronta a testa alta la malattia, io sono una donna codarda e triste che cinque anni fa, quando ha scoperto la malattia, ha provato quasi sollievo perché vivere era diventato troppo faticoso. Ero di fronte ad un bivio e forse un giorno dovrò raccontare l’iter della malattia e delle cure in modo tale da poter essere di aiuto a chi sta attraversando ora le cure e gli interventi. Questa è la verità, è inutile prendermi in giro. Io sono serena fuori, le persone mi danno forza, amo la gente ma non amo me e non mi sono mai amata. Forse potrei partire da qua, da questa immagine di semplicità che voglio portare con me per sempre, forse potrò amare un pochino di più anche me stessa e non solo la vita là fuori, forse potrò amare anche la mia vita…..

Vorrei darmi questa possibilità….

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