Tutto può succedere…

Immagine 119C’è chi si dispera. Fatto. Non porta a nulla.

La disperazione fine a se stessa è poco produttiva. Invece la disperazione momentanea fa bene. Quindi fatevi un bel pianto, tirate fuori tutto il dolore, affliggetevi, prendete a pugni il muro, sfogatevi, arrabbiatevi, dite tutto quello che pensate “perché a me?” perché proprio io?” perché ancora?”. Una volta fatto  ciò sedetevi e ascoltate il vostro respiro affannoso. Come vi sentite? Cosa potete fare ora? Volete, forse, stare ancora lì a piangere, a disperarvi, ad affliggervi e a chiedervi perché?

Io ho deciso di alzarmi, di asciugarmi le lacrime, di rimboccarmi le maniche. Ho guardato a lungo il vuoto, ho girovagato per le stanze di tutta la casa. Io ogni stanza mi sono seduta e ho aspettato. Sono passate ore e poi ore, minuti e secondi. Poi mi sono alzata e mi sono detta:”ora sono pronta”.

Ho capito che non possiamo scegliere molte cose nella vita: non possiamo scegliere dove e quando nascere, non possiamo scegliere se ammalarci di cancro o di qualunque altra brutta malattia, non possiamo scegliere se essere in un certo punto in un dato momento in cui capita una brutta disgrazia, come un incidente aereo, non possiamo scegliere se nascere cristiani, musulmani, induisti, non possiamo scegliere se nascere in un paese vessato dalla guerra e dalla povertà ma POSSIAMO SCEGLIERE CON CHE SPIRITO AFFRONTARE LA VITA. NESSUNO SARà MAI PADRONE DEI NOSTRI PENSIERI.

Questa è stata un’intuizione che mi ha cambiato la vita. Come fare? Si parte dalle piccole cose ma è importante capire che non basta dirselo. BISOGNA SENTIRLO. Questo, purtroppo, non si impara. Sarei bugiarda a dirlo. E’ un pò come la conversione di San Paolo: lui ha avuto un’illuminazione improvvisa e la sua vita è radicalmente cambiata. Non è cambiata nei contenuti perché ha continuato ad essere quello che era, ma è cambiato il suo modo di porsi nei confronti della vita, è cambiato il suo approccio, il suo modo di considerare l’esistenza. Non serve andare chissà dove, si cambia “qui ed ora”, in questo momento, ma solo se ci scatta dentro qualcosa che non si può spiegare con la ragione.

A me è scattato.

Questo è il motivo per cui sorrido alle persone, per cui sono gentile. Non ho nulla se non la voglia incessante di intessere relazioni umane.

Ho fatto molti errori ma credo che non ci sia nulla di più appagante di un sorriso, di una mano che si allunga per aiutare ad alzarsi qualcuno che da solo non ce la fa.

Mi mancano ancora tanti passi, tante cose che vorrei fare, posti che vorrei vedere, persone che vorrei incontrare ma sono consapevole che: “il sole c’è e adesso so che anche se muoio muoio bene…” perché ho già tutto quello che si può desiderare: ho le persone che amo vicino e so che porteranno sempre dentro sé qualcosa di me. Nulla mi appaga più di questo.

Molto probabilmente non riuscirò ad avere dei figli nonostante io li desideri molto, a dispetto di quello che si può pensare di me perché manco di istinto materno, e so che questa mancanza mi farà soffrire tanto ma voglio trasformare questa sofferenza, voglio viverla e non abbattermi mai. Non voglio solo piangermi addosso. Certo, vorrò fare anche quello ma vorrò anche rialzarmi e guardarmi intorno per cogliere la bellezza che nella vita c’è. In fin dei conti ho due splendidi nipoti e questo è già un grande dono. Ho due genitori che mi hanno sempre lasciato esprimere, sempre appoggiato nonostante tutto. A loro devo molto così come a mia sorella e al mio compagno che ogni giorno, con umiltà,  mi accompagna nella vita senza lasciarmi un attimo sola. Un giorno parlerò anche di loro ma ora è presto perché di tempo ce n’è ancora molto e domani sarà un grande giorno: mi faranno una biopsia per vedere se lui, il cancro, è ritornato dopo solo due mesi dall’ultimo intervento e ancora imparerò qualcosa, piangerò e mi rialzerò perché nella vita si cade più di una volta, l’importante è ricordarsi sempre come si fa a rialzarsi.

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